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da Il Governo Mondiale
Ac.
Krtashivananda Avt.
Governo Mondiale: necessità e requisiti indispensabili
Per la prima volta nella storia, con lo sviluppo della scienza e
della tecnologia, il nostro pianeta e i suoi abitanti diventano
parte di un unico insieme e sempre più dipendenti gli uni
dagli altri. I fenomeni economici e politici ci costringono a considerare
il pianeta come una singola unità. Il fatto che la razza
umana debba diventare una sola comunità è ancora un
desiderio informe, una vaga aspirazione, generalmente non accettata
coscientemente come un alto ideale. Molti sistemi politici hanno
tentato di creare l'unità umana anche attraverso l'uso della
forza, ma si sono dimostrati fallimentari.
Ancor oggi permangono, nell’animo di molte persone, sentimenti
conflittuali di colore, di razza, nazionalità, religione
e genere che creano costanti mutui antagonismi, miti e sogni che
dividono la società umana in fazioni ostili e sfortunatamente
non vi è alcun organismo mondiale che possegga la capacità
e la determinazione di porre fine a tali ostilità.
La tirannia e l'oppressione verso la popolazione Tibetana, il massacro
dei musulmani Bosniaci, i conflitti tribali in Africa, la persecuzione
religiosa nel Medio Oriente, la persecuzione delle minoranze in
Bangladesh e altrove, dimostra chiaramente l'impotenza delle Nazioni
Unite. Il Khalenj Time, degli Emirati Arabi Uniti scrisse: "Le
pesanti azioni militari effettuate in Somalia per vendicare un attacco
armato contro il personale dell'ONU, contrastano fortemente con
l'inazione… verso le persistenti atrocità di tipo nazista
perpetrate contro i mussulmani Bosniaci". Il Messaggero d'Italia
ha scritto: "Si era sperato che l'ONU finalmente potesse fare
il suo dovere come struttura di governo mondiale, ma non ha ancora
l'autorità, la forza, o il necessario progetto politico per
portare a compimento i suoi compiti."
La debolezza di questa istituzione mondiale sta nel fatto che ciascuno
dei Cinque Grandi (membri permanenti del Consiglio di Sicurezza)
può mettere il veto a qualsiasi decisione cruciale del corpo
collettivo. Un altro problema vitale è una contraddizione
presente nella carta dell'ONU, tra il suo primo scopo - mantenere
la pace internazionale - e il primo principio della "eguaglianza
della sovranità di tutti suoi membri." Questo significa
che l'ONU non ha l'autorità reale per interferire negli affari
interni di qualsiasi nazione nel caso che le minoranze, al suo interno,
siano perseguitate dalla classe dominante. Come inevitabile conseguenza
sta aumentando la soppressione delle minoranze e l'esodo di rifugiati,
con assoluta noncuranza della giustizia e dei valori umani.
Uno dei compiti principali delle Nazioni Unite, come espresso nell'Articolo
55 della Carta, è di promuovere il "Rispetto universale
dei diritti umani e le libertà fondamentali per tutti, senza
distinzioni di razza, sesso, lingua e religione". In conformità
a questa assunzione è stata creata, dal Consiglio Economico
e Sociale dell'ONU, la Commissione dei Diritti Umani. Tale Commissione
formulò la famosa Carta dei Diritti Umani, che fu adottata
dall'Assemblea Generale delle N.U., nel dicembre del 1948. Questa
dichiarazione è considerata la Magna Carta internazionale,
per tutta l'umanità.
La Dichiarazione consiste di un Preambolo e trenta Articoli. Seguendo
da vicino la Carta dei Diritti Americana e le dichiarazioni sui
diritti civili in altri Paesi, essa riafferma le libertà
politiche e civili e le varie altre libertà, come quelle
di parola e di credo, di sicurezza personale, l'eguaglianza di fronte
alla legge, il diritto di possedere proprietà, ecc. La seconda
parte tratta dei diritti, riconosciuti più di recente, che
vanno sotto il nome di diritti economici, sociali e culturali.
Ma la mera dichiarazione dei diritti sopra menzionati, non è
sufficiente ad assicurare il loro godimento fino a quando non sono
riconosciuti e sono applicati dai governi. Nell'assenza di qualsiasi
obbligo costituzionale e di un organismo in grado di imporre questi
diritti, la Dichiarazione è rimasta finora un pio desiderio.
Oggi è essenziale accettare una qualche forma di sanzione
legale contro coloro che li calpestano, cosicché i diritti
possano essere rafforzati. Perché ciò accada, questo
organismo mondiale deve avere una sovranità sulla sovranità
nazionale sancita dalla costituzione.
Per neutralizzare gli antagonismi tra i gruppi etnici, razziali,
religiosi e tribali, dovrebbe essere data primaria importanza allo
spirito del Neoumanesimo. Nell'opinione di M.N. Roy, "L'Umanesimo
è cosmopolita. Non corre dietro ad un utopico internazionalismo,
che presuppone l'esistenza di stati nazionali autonomi. Una repubblica
cosmopolita di uomini e donne liberi è una possibilità.
Sarà una comunità spirituale, non limitata dai confini
degli stati nazionali - capitalisti, fascisti, comunisti, o di qualsiasi
altro "ismo", i quali sono destinati gradualmente a scomparire
sotto l'impatto dell’umanesimo cosmopolita." Continua
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